VIAGGI NEL TEMPO: NUOVE CONSIDERAZIONI PARTE II



VIAGGI NEL TEMPO: NUOVE CONSIDERAZIONI PARTE II


di Michele Nardelli e Annasofia Grablovitz


Proviamo adesso a scrivere sulle linee temporali aperte, con l'ausilio della semplice geometria e, forse, di qualche esempio anche numerico. Partiamo dalla geometria elementare.
Le rette si dicono coincidenti, quando i punti di intersezione sono tutti gli infiniti punti della retta. Le rette, quindi, possono anche avere tutti i punti in comune.
Questo è il caso in cui le rette si dicono coincidenti; in pratica sono identiche.

Facciamo un esempio concreto in cui le rette coincidono.
Esempio
Date le rette 
                                        r:  -4x + 2y – 2 = 0;    s: 8x – 4y + 4 = 0

troviamo i loro punti d'intersezione.
Per aiutarci a risolvere questo caso scriviamo la retta r in forma esplicita. Spostiamo -4x e -2 da un membro all’altro, cambiando il segno e dividiamo l’equazione per 2.
Nello stesso modo, scriviamo la retta s in forma esplicita. Spostiamo 8x e 4 da un membro all’altro, cambiando il segno e dividiamo l’equazione per -4. Avremo r: y = 2x + 1  e  s:y = 2x + 1
A questo punto proseguiamo con il grafico e disegniamo le due rette nel piano cartesiano.
Per il calcolo delle intersezioni, andremo a risolvere il sistema di due equazioni lineari    
  -4x + 2y – 2 = 0
   8x – 4y + 4 = 0
Con il metodo di riduzione avremo:  0 = 0  e 8x – 4y + 4= 0
Poiché la prima equazione è un'identità, il sistema ha infinite soluzioni. In questo caso, ciascun punto di coordinate  (x; y), appartenente alla retta 8x – 4y + 4= 0,  è una soluzione.
Ad esempio per  x  ed  y  uguali a 1, 2, 3, 4, 5:

8 – 4 + 4 = 8;   16 – 8 + 4 = 12;   24 – 12 + 4 = 16;   32 – 16 + 4 = 20;   40 – 20 +4 = 24;….

e così via all’infinito. Notiamo che tutti gli infinti valori che otteniamo sono tutti divisibili per 4:  8, 12, 16, 20, 24….
Ammettiamo che ogni retta sia in realtà una “curva” o “geodetica” ed il piano cartesiano in realtà una superficie incurvata come una sella, o una sfera. Ogni infinita curva è una possibile “storia temporale” che si può realizzare nel Multiverso. Ma, mentre la CTC, cioè la curva chiusa di tipo tempo è limitata, questa volta, come le infinite rette hanno come estremi +infinito e  –infinito, così le infinite curve saranno infinite linee (curve) circolari del tempo e nel tempo. Un viaggiatore nel tempo quindi partirà da una certa data per viaggiare, ad esempio, nel futuro, ma, quando ritornerà nella data in cui è partito non troverà lo stesso “passato” che ha lasciato ma uno degli “infiniti” possibili, proprio come tutte le rette coincidenti, nel caso esaminato due, hanno tutti i punti in comune e come le infinite curve coincidenti hanno tutti gli infiniti punti in comune (data sempre la superficie considerata una superficie curva).
In matematica, e più precisamente in geometria differenziale, una geodetica è una particolare curva che descrive localmente la traiettoria più breve fra punti di un particolare spazio. Lo spazio in questione può essere una superficie, una più generale varietà riemanniana, o un ancor più generale spazio metrico. Ad esempio, nel piano le geodetiche sono le linee rette, su una sfera sono gli archi di cerchio massimo . In fisica, le geodetiche ricoprono un ruolo importante nello studio dei moti dei corpi in presenza di campi gravitazionali, dal momento che la relatività generale interpreta la forza gravitazionale come una deformazione dello spazio-tempo quadridimensionale.

Potrebbero esserci molte linee del tempo? Ovvero occhielli temporali?

È possibile che via sia una sola infinita linea senza tempo che piega e si dispiega espandendosi all'infinito. Una sola infinita linea circolare del tempo. Un immenso vuoto di forma circolare.
Vi sono infinite “linee del tempo” nel multiverso n-dimensionale. Ma saranno stringhe aperte, e/o lineari e non chiuse ad anello. Una curva senza fine, perché una linea nello spaziotempo è una geodetica, quindi una curva seppure "continua".


Il cerchio è la più semplice figura geometrica che imprime alla nostra immaginazione l’idea dell' infinito.
Esso abbraccia infatti tutte le altre figure geometriche a trecentosessanta gradi!
E le contiene... un inimmaginabile “vuoto” contenitore del tutto.
Anche una retta ed una curva possono estendersi all'infinito. La curva (ovvero la retta incurvata dallo spaziotempo) si può rinchiudere infinitamente su se stessa formando un "anello infinito"nello spazio e nel tempo...


Un infinito espandersi e ritrarsi dentro di sé. Dentro e fuori di se in un circolo senza tempo.
Un ciclo infinito di espansioni e contrazioni. È questa un’ipotesi molto plausibile anche alla luce delle recenti scoperte di cosmologia.
Adesso sta al ricercatore tirar fuori l'acume nel capire come e quali dinamiche in termini tecnico/fisiche possano ricondurci al pensiero primario ed essere riconducibili appunto alla forza del pensiero che crea!
Pensiero che si involve abbassando le proprie frequenze, quindi il proprio campo vibrazionale (creando così la illusoria materia) unico mezzo attraverso il quale fare esperienza per poi risalire dalla curva involutiva nella consapevolezza. E a questo punto ci chiediamo: Dio mette alla prova sé stesso, o siamo noi in quanto suo inconsapevole riflesso che dobbiamo acquisire coscienza di ciò che siamo essendo la sua immagine?
È possibile che siamo noi che dobbiamo acquisire consapevolezza di ciò che siamo in quanto parte di lui, espressione e scintilla divina, noi stessi Dio in forma potenziale. A sua immagine ma nell’essere degni e consapevoli di esserlo.
L'universo e noi con esso "siamo" Dio, siamo Dio formale. Immaginiamo l'universo come un Grande Contenitore di Energia/Spirito e noi come "Stringhe" di un Essere infinito che "suona" e programma la sinfonia ciclica ed infinita del Cosmo Eterno.
In ogni caso se fossimo così convinti di ciò che pensiamo dovremmo divenire invulnerabili almeno nel pensiero e nella mente...ma così non è.
E questo in quanto non è semplice per esseri finiti "aprirsi" all' infinito. Questo il principale ostacolo.
Ma i grandi Maestri illuminati hanno profetizzato che l'uomo riuscirà ad esprimere TUTTE le potenzialità e doti naturali che ancora non utilizza, ha solo bisogno di accedere alla Coscienza interiore e quindi a quella Cosmica. Una volta entrato in quella fase che i mistici definiscono estasi o beatitudine, nulla è più impossibile. Si rompono le barriere del tempo e dello spazio, si operano guarigioni, si diviene potenti esseri spirituali: si diviene strumenti di AMORE all'ennesima potenza.
Yoga e meditazione potrebbero imprimere la giusta concentrazione per connetterci al nostro sé profondo da cui attingere la vera forza, ma c’è bisogno di costanza, pazienza e soprattutto spirito di umiltà.

Per concludere: la saggezza e la conoscenza dei grandi maestri illuminati non è altro che la profonda conoscenza del proprio sé.

   
Michele Nardelli desidera ringraziare la Sig.ra Annasofia Grablovitz per il Suo prezioso contributo e le Sue profonde riflessioni che hanno portato alla stesura del presente articolo.

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